contattaci

 

Puoi inviare le tue richieste o i tuoi commenti relativi ai contenuti del sito.

Usa il campo 'Messaggio' a destra per contattarci e inserisci il tuo indirizzo email.

 

Manor Gardens, Baviaanskloof Road
Hout Bay 7806, Cape Town
South Africa

+39 3351339438

L'ERA DEL COACHING

Blog

 

 

Change Management

Cristina Campofreddo

Il Change Management fornisce strumenti e processi per riconoscere e comprendere il cambiamento e gestire l'impatto umano di una transizione. Nelle organizzazioni, questi strumenti comprendono un approccio strutturato che può essere efficacemente utilizzato per realizzare, accompagnare e supportare la transizione, aiutando così l'organizzazione a realizzare e governare la propria trasformazione.

Richard Beckhard e David Gleicher hanno sviluppato una formula per il cambiamento, nota come Formula di Gleicher: D x V x F > R

D = Dissatisfaction – esprime la insoddisfazione per la situazione attuale
V = Vision – indica la progettualità, la capacità di definire la situazione futura
F = First steps – quantifica i primi passi concreti fatti verso la direzione che è stata definita e annunciata
R = Resistance – misura la resistenza incontrata dal Cambiamento

La formula e sprime il concetto fondamentale che il cambiamento è realizzabile soltanto se il prodotto delle forze che producono il cambiamento è superiore alla resistenza che vi si oppone. In altre parole, riesce a cambiare soltanto chi è sufficientemente consapevole delle energie necessarie a farlo ed è disposto a sostenere il proprio cambiamento con una forte volontà (o un forte mandato).

Kurt Lewin afferma che l’organizzazione può essere considerata come un insieme di forze favorevoli e forze contrarie al cambiamento (si parla di driving and restraining forces): quando le forze contrarie sono maggiori delle forze favorevoli l’azienda ha difficoltà ad implementare il cambiamento. Al contrario, se le forze favorevoli sono maggiori di quelle che si oppongono al cambiamento, quest’ultimo potrà essere implementato con maggiore facilità.

L'approccio costruttivista ha introdotto il concetto che la mappa non è il territorio (Map-Territory relation).
Tale approccio è utilizzato dalle neuroscienze per spiegare che l'individuo non ha accesso diretto alla struttura della realtà, ma ha soltanto accesso a un insieme di elementi e di schemi, stratificatisi nel tempo, che la rappresentano.
Esso è stato formalizzato in un modello conosciuto come Scala di Inferenza (Ladder of Inference).

Non esiste una causalità lineare tra come il problema o la situazione che si vuole cambiare ha avuto origine; la sua persistenza nel tempo e lo svelarne le cause non conduce alla risoluzione dello stesso.
E' necessario attuare un processo di costruzione all’interno del quale, quando cambiano le modalità percettive della persona (o del team) cambieranno anche le sue reazioni emotive, cognitive e comportamentali.

E' necessario comprendere che la ricerca del cambiamento avviene nel presente, nel qui e ora, mentre risulta vano ricercare spiegazioni in un passato che non può essere cambiato.

E’ possibile fissare 4 punti fondamentali sui quali un’azienda realizza e gestisce il change management:

      • accettare la necessità del cambiamento
      • fissare gli obiettivi da raggiungere
      • pianificare il processo del cambiamento da effettuare
      • comunicare in modo trasparente con tutti gli interlocutori aziendali

      A seguito della sempre più dirompente evoluzione sociale, economica e tecnologica, il cambiamento è la sola costante all’interno di ogni contesto aziendale. Per questo il saper gestire il cambiamento è divenuta una capacità fondamentale.
      Negli Stati Uniti, il Change Management è da tempo una disciplina economica affermata ed in continua evoluzione.
      In Italia siamo ancora agli inizi, ma è una realtà già consolidata nelle grandi multinazionali e si sta affermando costantemente anche nelle piccole realtà economiche.

      Se da un lato un buon Change Manager deve conoscere a fondo l’azienda in cui opera e pianificare il cambiamento gestionale tenendo sempre gli occhi puntati sul mercato, dall’altro, l’azienda ideale è quella che non ha paura di cambiare e che punta continuamente al suo miglioramento competitivo.