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L'ERA DEL COACHING

Blog

 

 

IL COACHING PER GESTIRE IL CAMBIAMENTO NEL WELLNESS BUSINESS

Cristina Campofreddo

Davide è un allenatore sportivo e un preparatore atletico di successo, un trainer capace e attento, laureato in Scienze Motorie. Si è rivolto al coaching quando ha deciso di gestire il cambiamento nella sua professione.
Quando meno di due anni fa venne da me Davide, allora titolare di una palestra avviata nel centro città, mi pose queste domande:

- con quali strategie posso affrontare il cambiamento?
- come posso ottenere i risultati che desidero vedere nella mia vita professionale?

La sua intenzione era quella di cedere il suo business per dedicarsi a tempo pieno all’attività di formatore, trainer, allenatore e preparatore atletico. Il suo intento era quello di ‘espandere i suoi confini’, di creare nuove collaborazioni e di attivare nuove sinergie, più in sintonia con i suoi talenti e con la sua vision, in armonia con una qualità di vita migliore.
Abbiamo fatto una analisi pre-coaching e abbiamo esplorato insieme gli elementi che costituivano la situazione dalla quale partire. Successivamente, Davide è stato in grado di chiarire e di delineare nel dettaglio cosa desiderava che accadesse nella sua vita professionale.
Questi passaggi sono stati essenziali per comprendere come colmare la distanza che lo separava dal raggiungimento dei suoi obiettivi di business, con quali azioni, con quali strategie.

Nel coaching plan che Davide ed io abbiamo costruito, è stato fondamentale da parte mia l’utilizzo di uno strumento molto utile per comprendere come gestire il cambiamento.

Si tratta del modello dei 5 livelli neurologici di Robert Dilts, l’idea che i processi e i fenomeni all’interno di un individuo (o di un gruppo) avvengano seguendo una gerarchia naturale di livelli che si influenzano tra di loro: 
- l’ambiente

- i comportamenti
- le abilità e le competenze
- le convinzioni e  i valori
- l’identità
- l’autorealizzazione, la vision

Per generare i cambiamenti voluti, nelle sessioni di coaching ho esplorato con Davide le relazioni esistenti tra questi livelli, per procedere a generare le azioni più appropriate. Con l’approccio di Robert Dilts, ogni cambiamento realizzato ad un livello più alto ha un effetto verso il basso, mentre un cambiamento attuato ad un livello più basso non sempre mostra i suoi effetti ad un livello più alto.
E’ appropriato chiedersi:

- Che cosa ti motiverà una volta raggiunto il tuo risultato?
- Quali sono i tuoi valori e le convinzioni che muovono le tue azioni?
- Come vorresti vederti? Come vorresti che ti vedessero gli altri?
- Per chi o per che cosa stai impegnando te stesso?

 Con queste domande, attraverso la ricerca delle risposte, Davide si è spostato verso i livelli più alti, per lavorare sulle sue convinzioni, sulla sua identità, sulla sua vision. Da questa angolazione la vista è più ampia, la leva più forte.

Nell’utilizzare questo approccio, entriamo in contatto con quella parte di noi che decide di mobilitare le forze e metterci in azione: il subconscio. Non è sufficiente la volontà, crediamo sia indispensabile ‘impegnarsi duramente’, mentre è necessario parlare ‘a ciò che siamo’, entrare in contatto con quella parte di noi che mobiliterà le energie, costruirà nuovi schemi che ci sosterranno nel cambiamento.
Le migliori strategie per generare cambiamenti lavorano sulla congruenza: ogni livello deve consentire di accedere a quello successivo senza distonie, senza ostacoli, con naturalezza.

Questo lavoro, che nel coaching avviene durante le sessioni con l’utilizzo della tecnica delle ‘domande potenti’, le cosiddette ‘domande di scoperta’, ci consente di elaborare informazioni e pensieri non solo attraverso il cervello limbico emozionale inferiore o la corteccia prefrontale razionale, ma anche con il cosiddetto ‘cervello del cuore’ (heart brain).

Cosa sta facendo oggi Davide?
Dopo aver costruito un piano d’azione coerente, con obiettivi misurabili, tempificati e raggiungibili, Davide ha attivato un processo di crescita professionale che lo ha reso la persona che desiderava diventare.
Ha individuato e messo a fuoco i suoi talenti e le sue competenze, sia personali che professionali, ha valorizzato e rafforzato le sue competenze linguistiche per creare un network internazionale.
Soprattutto ha creduto in ciò che stava facendo, lo ha ‘visto’ ed è andato verso questa visione.

Credere per vedere e non vedere per credere.

E’ diventato provider in Italia per il NASM - National Academy of Sport Medicine in USA, una delle società di certificazione del fitness più riconosciute al mondo.

Come ha fatto?
E’ partito da un apparente ostacolo, da una sfida che lo teneva bloccato.
Ha utilizzato gli strumenti de coaching e ha fatto leva su quella sfida, ci ha guardato dentro, si è chiesto come poter aggirare quell’ostacolo. Oltre ad esso vi erano più alte opportunità, prosperità non immaginata e crescita.

Davide non si è fermato qui. Aveva altri traguardi da raggiungere e si è mobilitato per arrivarci.
E’ diventato Master Trainer LTS - Lebert Training System, attualmente unico docente in Italia a poter formare istruttori Lebert per i tre corsi proposti.
Ancora una volta, avendo appreso attraverso il coaching un metodo per produrre risultati, ha lavorato sui suoi valori, sulle sue convinzioni, le ha potenziate e ha compreso come allineare la sua mente, il suo cuore e le sue emozioni per agire verso il futuro desiderato.

Ancora, Davide ha raggiunto l’obiettivo di presentare il proprio corso e brand GET! Gymball Evo Training presso l’ FSB Show di Udine, presso la Vale&Vale Convention e al Riminiwellness 2015, la manifestazione del fitness più conosciuta sul territorio nazionale.
Davide, allenato ormai a individuare nuove strategie in armonia con i suoi obiettivi e la sua vison, è poi partito per il Canada con l’idea di portare in Italia una novità, un nuovo corso.

Poichè Lebert Training System non era presente sul territorio nazionale, Davide vi ha colto una ulteriore opportunità ed è oggi il primo formatore sul territorio italiano di tale corso di training.
La distanza, l’impegno economico e quello in termini di energie sono state sfide che Davide ha accolto con fiducia: attraverso il coaching plan ha compreso che erano in linea con ciò che egli desidera costruire, con i suoi interessi e i suoi valori. Si è attivato e ha mobilitato energie inaspettate scaturite dal benessere nel fare ciò che ama.
L’esperienza canadese gli ha consentito di portare il corso in seno alla più grossa scuola di formazione di fitness in Italia: Nonsolofitness.

Ha potuto fare un salto di qualità, ha appreso molto, per la sua professione, avendo conosciuto personalmente personaggi del mondo del fitness del calibro di Marc Lebert (ideatore dell’attrezzo ed eletto World Trainer of the Year 2015), Jenn Hall (ex ballerina e coreografa per Beyoncé e per eventi come le Olimpiadi di Atlanta), Sharon Mann (trainer televisiva di “In Shape with Sharon” e più volte Campionessa Canadese di Aerobica) e SGT Ken (eletto per 6 anni soldato dell’anno tra i Navy Seals e Master Fitness Trainer internazionale).  

Oggi Davide è Formatore per la più grossa scuola di formazione sul territorio nazionale: la Nonsolofitness.
Inoltre, è referente e responsabile tecnico dell’area funzionale di uno tra i più rinomati e prestigiosi centro fitness e wellness di Novara, il Centro Alcarotti.

Amo la mia professione e mi piace dire che il coaching è stato per Davide come un trampolino per un tuffatore: davanti a Davide la distesa di un mare senza confini, denso di opportunità da vedere e da cogliere. La spinta propulsiva attivata dal coaching ha portato Davide in contatto con sé stesso, con la forza dei suoi desideri e l’amore per ciò che fa. Gli ha consentito di entrare pienamente nella sua vita e di far crescere la sua professione con coraggio.

Il trampolino, però, non lo ha seguito.
Davide, quando è stato pronto, una bracciata dopo l’altra, si è allontanato e, in mare aperto, ha potuto ammirare la grandezza e la bellezza di ciò che la vita gli stava offrendo.

La vita ha doni infiniti per ognuno di noi, è necessario riuscire a vederli per condurli dalla possibilità alla realtà, per farli ‘precipitare’ nelle nostre vite sotto forma di eventi, azioni, persone, cose.
Perché aspettare?